fbpx
Biennale – 1993

Biennale – 1993

250,00550,00

Queste fotografie hanno riempito un intero padiglione alla Biennale di Venezia del 1993, edizione diretta da Achille Bonito Oliva che quell’anno impone Oliviero Toscani anche ai sistemi dell’arte. Non si sente il bisogno di scomodare i grandi maestri della storia dell’arte, per dire che queste immagini ha ben poco di scandaloso e provocatorio. Sarebbe addirittura sbagliato, non solo per l’improbabile accostamento del fotografo a Giorgione, Durer, Tiziano, Rubens, Jean Cousin, Joseph Heintz, o per avvicinarci nel tempo a Goya o Hayez, autori di alcuni tra i massimi capolavori di nudo femminile della storia, ma anche e soprattutto perché Toscani ci vuole dire cose diverse. E ancora, è troppo semplice parlare di L’origine du Monde di Gustave Courbet, nonostante questa serie ricordi incredibilmente l’estetica di quella pietra miliare del realismo, persino per le velleità censorie che dal 1866 il dipinto incessantemente ispira (l’ultima volta due anni fa, in Portogallo, venne imposto il sequestro di un libro che lo mostrava in copertina). Sommersi dalla banale volgarità di calendari che proliferano come funghi, questi scatti vengono equivocati, e l’accusa di apologia del pensiero che vede le donne come oggetto, è dietro l’angolo. Niente di più sbagliato. Per la prima volta non si sfrutta il corpo, ma la comunicazione e l’arte, per parlare dell’unicità e della bellezza di donne e uomini, della potenza e del privilegio della libertà, che è il prodromo della naturalezza dei comportamenti umani.

Clear
COD: OT001-47 Categoria:
000

Queste fotografie hanno riempito un intero padiglione alla Biennale di Venezia del 1993, edizione diretta da Achille Bonito Oliva che quell’anno impone Oliviero Toscani anche ai sistemi dell’arte. Non si sente il bisogno di scomodare i grandi maestri della storia dell’arte, per dire che queste immagini ha ben poco di scandaloso e provocatorio. Sarebbe addirittura sbagliato, non solo per l’improbabile accostamento del fotografo a Giorgione, Durer, Tiziano, Rubens, Jean Cousin, Joseph Heintz, o per avvicinarci nel tempo a Goya o Hayez, autori di alcuni tra i massimi capolavori di nudo femminile della storia, ma anche e soprattutto perché Toscani ci vuole dire cose diverse. E ancora, è troppo semplice parlare di L’origine du Monde di Gustave Courbet, nonostante questa serie ricordi incredibilmente l’estetica di quella pietra miliare del realismo, persino per le velleità censorie che dal 1866 il dipinto incessantemente ispira (l’ultima volta due anni fa, in Portogallo, venne imposto il sequestro di un libro che lo mostrava in copertina). Sommersi dalla banale volgarità di calendari che proliferano come funghi, questi scatti vengono equivocati, e l’accusa di apologia del pensiero che vede le donne come oggetto, è dietro l’angolo. Niente di più sbagliato. Per la prima volta non si sfrutta il corpo, ma la comunicazione e l’arte, per parlare dell’unicità e della bellezza di donne e uomini, della potenza e del privilegio della libertà, che è il prodromo della naturalezza dei comportamenti umani.

Informazioni aggiuntive

Formato

13×18 cm, 18×24 cm, 24×30 cm, 30×40 cm

Resta aggiornato