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Oliviero Toscani Trittici Arte

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    Andy Warhol, 1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Andy Warhol nel suo studio fotografico di Canargie Hall a New York, a metà anni ’70. Era un servizio di moda, poi pubblicato su Vogue. Warhol si era vestito con abiti che non avrebbe mai indossato, era come un travestimento che lo divertiva molto. Quando, qualche tempo dopo, venne in Italia disse a Toscani che la gente per strada lo riconosceva perché lo aveva visto su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, 1973-1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Riconosciamo tutti in Andy Warhol il padre della Pop Art, ma sono moltissimi gli artisti che negli anni ’60 e ’70 sono stati spesso ascritti a quel movimento, pur non aderendovi mai completamente. Tra i nomi più altisonanti troviamo certamente quelli di Robert Rauschenberg e Jasper Johns, grandi artisti che forse non hanno avuto la stessa notorietà di Warhol, ma che certamente hanno influenzato almeno quanto il genio di Pittsburgh le generazioni successive, ma anche l’intero sistema dell’arte. In realtà Rauschenberg e Johns hanno vissuto una sorta di simbiosi per i primi anni: si conoscono nel 1953 in una libreria dove Johns faceva il commesso e stringono un sodalizio fortissimo. Rauschenberg era di qualche anno più vecchio e conosceva l’ambiente artistico, Jasper Johns era forse più “ingenuo” e meno inserito. I due frequentano spesso la Cedar Street Tavern al Greenwich Village, il punto di ritrovo di molti artisti affermati come Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline o Jackson Pollock. Rauschenberg sa come farsi notare nella scena newyorchese e Johns gli sta dietro e assimila. Entrano nel giro giusto, conoscono il compositore Morton Feldman, il coreografo Merce Cunningham e soprattutto John Cage, fondatore del gruppo Fluxus, il movimento che raggruppa intorno a sé tutta l’avanguardia artistica. Rauschenberg convince Johns a lasciare il lavoro in libreria e di lavorare con lui all’allestimento delle vetrine di New York, professione che ha iniziato molti dei più grandi artisti contemporanei che conosciamo oggi. L’amico ha una tale influenza su di lui, che Jasper Johns distrugge tutti quadri realizzati fino a quel momento, perché sente di essere diventato un altro. Nel frattempo Andy Warhol aveva già iniziato a usare la serigrafia e creava la serie di Campbell's Soup, minestre in scatola che dagli scaffali dei supermercati trasformava in opere costosissime. Dopo crea le serie su Elvis, su Marilyn, sulla coca-cola. A colpire Warhol, sono quegli oggetti che abbattono il divario tra ricchi e poveri, perché una coca-cola se la può permettere chiunque e, per quanto sia enorme il potere d’acquisto di un milionario, la sua coca-cola non sarà più buona di quella di un altro. Il resto è storia. Possiamo dire che proprio insieme a Warhol, ma con una matrice che spinge verso il new-dada, Rauschenberg e Johns mettono a punto una rivoluzione, imponendo l’oggetto di uso comune come anima ed essenza dell’arte: le iconiche serie di Andy Warhol che tutti conosciamo, ma anche gli assembramenti di oggetti ritrovati (persino cassonetti della spazzatura), fotografie e pittura di Robert Rauschenberg, nonché i bersagli e le bandiere degli Stati Uniti di Jasper Johns, attraverso le quali non vuole imporre una visione politica, ma offrire un nuovo punto di vista: un oggetto diventa arte perché se fino a poco prima era stato visto da tutti, ora viene finalmente osservato. Oliviero Toscani negli ’70 frequenta naturalmente quell’ambiente a New York e non manca di immortalare questi tre personaggi chiave della storia dell’arte, senza i quali il corso di questa disciplina sarebbe stato diverso.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Andy Warhol e la moda, 1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Andy Warhol nel suo studio fotografico di Canargie Hall a New York, a metà anni ’70. Era un servizio di moda, poi pubblicato su Vogue. Warhol si era vestito con una vestaglia da camera da borghese che non avrebbe mai indossato, era come un travestimento che lo divertiva molto. Quando, qualche tempo dopo, venne in Italia disse a Toscani che la gente per strada lo riconosceva perché lo aveva visto su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Robert Rauschenberg, 1973

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Rauschenberg nel suo studio a Lafayette Street nel ’73. Era una vecchia chiesa sconsacrata, e Toscani ricorda che era piena di gente rumorosa, assistenti di Robert, amici e cani. Il servizio fotografico fu pubblicato su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Jasper Johns, 1973

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Jasper Johns nel suo studio a Bowery Street nel ’73. Jasper era particolarmente di buonumore quel giorno perché il figlio della sua cameriera correva come un matto e gli metteva allegria. Il servizio fotografico fu pubblicato su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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Oliviero Toscani Tutte le foto

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    Razza Umana – Bambino Antigua – 2011

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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    Cavalli – 1996

    Tra i grandi fotografi è diffusa l’usanza di usare set hollywoodiani, con produzioni costosissime. Per Oliviero Toscani non vale la stessa cosa: questi due cavalli sono del suo allevamento e la componente cromatica è stata presa al balzo per creare l’ennesima, gioiosa campagna United Colors of Benetton. Lo stesso Toscani ha raccontato anni dopo di essere stato preoccupato per giorni per la difficoltà di realizzazione di quella foto: il primo scatto, invece, si è rivelato quello giusto.
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    Gemelli – 2005

    Un intero calendario dal tema “Baciami” per Aldo Coppola. Questo è il mese di agosto.
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    Lou Reed – 1974

    Oliviero Toscani frequenta i locali più all’avanguardia di New York, tra cui Max’s Kansas City, punto d'incontro storico per musicisti, poeti, artisti tra gli anni Sessanta e Settanta. Qui conosce Lou Reed, e gli fa una serie di ritratti.  Successivamente saranno utilizzati da RCA per la copertina del disco Lou Reed Live.
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    Tre bambine linguaccia – 1994

    Tre fantastiche bambine che ci fanno una linguaccia. Questo gesto di sfida, impertinente e divertente allo stesso tempo, arriva dopo che Oliviero Toscani si è visto censurare moltissime immagini: cosa meglio di una linguaccia, per dirci che è solo un arrivederci e che la sua fotografia continuerà a smuovere le coscienze?
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    Mano con riso – 1996

    Vedendo questa mano con una manciata di chicchi di riso ci poniamo una domanda: la sta porgendo? La sta semplicemente mostrando? Sta chiedendo aiuto? Il tratto distintivo delle foto di Oliviero Toscani è proprio quello di liberarsi da ogni morale. Le fotografie vanno guardate in silenzio e a differenza di un film, o di un telegiornale, ci costringono a costruire una nostra personalissima trama. Questo fa della fotografia il mezzo espressivo più potente.
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    HIV – 1990

    Oliviero Toscani ha il coraggio, per primo, di parlare pubblicamente di HIV. Un tema sociale di grande attualità, ma all’epoca poco dibattuto.
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  • Bacio 2005 foto di Olivieto Toscani
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    Bacio – 2005

    Oliviero Toscani ricrea una favola, con una principessa moderna che bacia il rospo. Arriverà il principe?
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    Filo Spinato – 1996

    Fili spinati arrivati da ogni parte del mondo. Una sorta di archivio che mostra la follia umana della guerra.
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    Andy Warhol – 1975

    Oliviero Toscani incontra Andy Warhol a New York ed entra nel mondo della Factory. Warhol ama essere al centro della scena, e Toscani ha la geniale intuizione di “assoldarlo” come modello per progetti redazionali e pubblicitari. Tra questi anche la campagna Polaroid. Per la multinazionale della fotografia realizza una fotografia surreale: Warhol riveste il ruolo del fotografo, ma dalla sua Polaroid esce un suo autoritratto. Toscani e Warhol rimarranno amici fino alla morte dell’artista.
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    Federico Fellini – 1975

    Oliviero Toscani ricorda la curiosità di Fellini, che entrava nei cortili delle case di Roma per “sbirciare”. Spesso il regista andava a trovare Toscani quando era a Roma, osservandolo mentre lavorava. Questo ritratto è stato realizzato da Toscani proprio in uno studio della Capitale.
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  • Arabo e Israeliano – 2007 Oliviero Toscani
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    Arabo e Israeliano – 2007

    La fotografia è il mezzo di comunicazione contemporaneo più potente e può tutto, persino giocare con uno dei contrasti più marcati della storia, unendo ebrei e arabi in un costruttivo confronto anche generazionale. Guardandosi negli occhi.
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    Razza Umana – Bambina Guatemala City – 2011

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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    Stazzema – 2004

    La strage a opera nazista di Sant’Anna di Stazzema è una delle pagine più buie della storia del nostro Paese: Oliviero Toscani la racconta con le fotografie e la voce di chi c'era, di chi l'ha visto e vissuto. Ne è nato un volume dal titolo “I bambini ricordano” uscito 60 anni dopo la strage, con i volti e le testimonianze di chi allora era bambino.
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    Israele e Palestina – 1986

    La fotografia è il mezzo di comunicazione contemporaneo più potente e può tutto, persino giocare con uno dei contrasti più marcati della storia, legando ebrei e arabi che, uniti, possono finalmente conquistare un mondo di pace e speranza.
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  • peperoni Oliviero Toscani
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    Peperoni – 2014

    Oliviero Toscani si è formato alla Kunstgewerbe Schule di Zurigo, nata come eredità del Bauhaus: all’accademia Toscani studia in particolare la teoria del colore di Johannes Itten e anche nelle fotografie apparentemente più semplici, come due peperoni, troviamo uno studio della scala cromatica.
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    Bambino con mamma – 1980

    Oliviero Toscani ha collaborato per un lungo periodo con Prenatal. Questa è una delle fotografie più iconiche di quel marchio divenuto punto di riferimento per tutte le mamme del mondo.
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    New York – 2002

    Un anno dopo l’11 settembre il giornale Max chiede a Oliviero Toscani la sua interpretazione di New York. Questa fotografia fa parte del reportage.
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  • San Francesco 2019 Oliviero Toscani
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    San Francesco – 2019

    Un gruppo di giovani senza veli. Un inno contro le guerre civili, contro le mafie e le violenze urbane dell'identità, contro i feroci conflitti etnici, contro le guerre di faglia e di religione, contro il terrorismo e contro tutti i razzismi risorgenti. “Nudi come San Francesco”.
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    Cimitero di guerra – 1991

    Con questa fotografia Oliviero Toscani parla della morte e dell’assurdità della guerra senza far vedere una goccia di sangue. Siamo nel 1991, l’anno della prima guerra del Golfo.
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    Cacas – 1995

    Si può fare una brutta fotografia di una cosa bella e una bella fotografia di una cosa brutta: Oliviero Toscani fotografa dunque escrementi di decine e decine di animali e realizza un libro dal titolo evocativo “Non è tutto oro quello che luccica”.
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    Le Bambole

    A distanza di più di 30 anni Oliviero Toscani reinterpreta l’immagine delle Bambole, in occasione della riedizione del famoso divano. E anche il simbolo di femminilità è cambiato dal 1973 a quello del XXI secolo.
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    Mick Jagger – 1973

    Nel 1973 esce uno dei pezzi più riconoscibili dei Rolling Stones: Angie, dall’album Goats Head Soup. Oliviero Toscani fotografa Mick Jagger, leader degli Stones, a New York per la rivista Vogue.
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    Bambina linguaccia – 1996

    Questa immagine fa parte di una serie di fotografie realizzate in India per un catalogo United Colors of Benetton. Gli occhi e l’allegria della bambina colpirono Oliviero Toscani, e questo ritratto è una delle sue foto preferite.
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