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Oliviero Toscani Tutte le foto

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    Cimitero di guerra – 1991

    Con questa fotografia Oliviero Toscani parla della morte e dell’assurdità della guerra senza far vedere una goccia di sangue. Siamo nel 1991, l’anno della prima guerra del Golfo.
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    Tre bambine linguaccia – 1994

    Tre fantastiche bambine che ci fanno una linguaccia. Questo gesto di sfida, impertinente e divertente allo stesso tempo, arriva dopo che Oliviero Toscani si è visto censurare moltissime immagini: cosa meglio di una linguaccia, per dirci che è solo un arrivederci e che la sua fotografia continuerà a smuovere le coscienze?
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    Bambino su elmetto – 1984

    Durante il conflitto serbo-bosniaco, il più spaventoso strumento di guerra adottato è stato lo stupro etnico. Con questa fotografia Toscani parlava del tema quando nessuno osava affrontarlo.
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    Peter Sellers – 1976

    Era il periodo in cui Peter Sellers interpretava l’ispettore Clouseau nella fortunata serie di film inaugurata con La Pantera Rosa qualche anno prima. Questa fotografia è stata realizzata a Londra negli studi di Vogue UK, rivista che aveva commissionato il ritratto a Oliviero Toscani.
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    Alice Cooper – 1974

    A inizio anni Settanta è molto difficile far comprendere ai giornali l’importanza delle icone che si stanno formando e che si sarebbero affermate. Oliviero Toscani diventa un punto di riferimento per la cultura underground, soprattutto quella musicale. Grazie a lui, numerosi cantanti vengono pubblicati. Un esempio è Alice Cooper, fotografato a New York per la rivista Vogue.
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    Donna con bambino – 1989

    Questa foto ci offre uno spaccato di modernità, mostrando una donna nera che allatta un bambino bianco: esistono tanti tipi di famiglie ed è nell’esaltazione delle differenze che si manifesta la più alta delle qualità degli esseri umani.
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    Andy Warhol – 1975

    Oliviero Toscani incontra Andy Warhol a New York ed entra nel mondo della Factory. Warhol ama essere al centro della scena, e Toscani ha la geniale intuizione di “assoldarlo” come modello per progetti redazionali e pubblicitari. Tra questi anche la campagna Polaroid. Per la multinazionale della fotografia realizza una fotografia surreale: Warhol riveste il ruolo del fotografo, ma dalla sua Polaroid esce un suo autoritratto. Toscani e Warhol rimarranno amici fino alla morte dell’artista.
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    Patti Smith – 1973

    In questa foto una giovanissima Patti Smith, ancora sconosciuta e appena arrivata a New York. Oliviero Toscani la incontra, individua subito in questa fresca ragazzina un grande talento e la fotografa nel suo studio a New York.
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    Vetro – 2005

    Queste piume di vetro policromo della vetreria artistica di Murano Pauly diventano un’astrazione di colori e forme.
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    Priore – 1964

    Oliviero Toscani, mentre frequenta la Kunstgewerbeschule a Zurigo, realizza diversi progetti fotografici. Questa foto fa parte di un reportage sul tema della vocazione e ritrae il priore di Santa Maria delle Grazie a Milano.
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  • San Francesco 2019 Oliviero Toscani
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    San Francesco – 2019

    Un gruppo di giovani senza veli. Un inno contro le guerre civili, contro le mafie e le violenze urbane dell'identità, contro i feroci conflitti etnici, contro le guerre di faglia e di religione, contro il terrorismo e contro tutti i razzismi risorgenti. “Nudi come San Francesco”.
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    Angelo e diavolo – 1991

    Una fotografia tra le più “faticose” per ammissione dello stesso Oliviero Toscani, che dice di avere impiegato anni a trovare i bambini giusti per rappresentare l’angioletto con l’espressione da diavolo e il diavoletto con le sembianze angeliche.
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    New York – 1965

    Per la sua tesi alla Kunstgewerbeschule, Oliviero Toscani sviluppa un progetto sul materiale plastico. Questa foto, realizzata a New York, fa parte di quel lavoro sperimentale.
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    Famiglia – 2006

    Nel 2005 Oliviero Toscani dà uno slancio alla discussione sulla regolamentazione delle unioni gay, creando una grande campagna che mostra famiglie con genitori omosessuali.
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    Randagio – 2010

    Un cane randagio per il calendario “razza bastarda” che, sfottendo i calendari patinati, ci parla del problema del randagismo, soprattutto in Sicilia, dove è stata realizzata questa immagine.
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    Mick Jagger – 1973

    Nel 1973 esce uno dei pezzi più riconoscibili dei Rolling Stones: Angie, dall’album Goats Head Soup. Oliviero Toscani fotografa Mick Jagger, leader degli Stones, a New York per la rivista Vogue.
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    Amish – 2005

    In occasione del lancio della prima auto ibrida al mondo, la Prius Toyota, è una famiglia Amish quella che Oliviero Toscani sceglie per sottolineare la rivoluzione di quel mezzo. È noto che gli Amish rifiutino ogni modernità, se non strettamente indispensabile, e un’auto ecologica con impatto ambientale tendente allo zero ha tutti i presupposti per essere accettata dalla comunità più ostica.
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    Beth Ditto – 2009

    Beth Ditto è stata paladina dei diritti LGBT e allora leader del gruppo musicale Gossip. Questa fotografia è diventata una copertina della rivista Rolling Stone Italia nel 2009.
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  • Mazzo di fiori 1990 Foto Oliviero Toscani
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    Mazzo di fiori – 1990

    Offrire un mazzo di fiori è il gesto più semplice e puro per comunicare con un’altra persona.
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    Stazzema – 2004

    La strage a opera nazista di Sant’Anna di Stazzema è una delle pagine più buie della storia del nostro Paese: Oliviero Toscani la racconta con le fotografie e la voce di chi c'era, di chi l'ha visto e vissuto. Ne è nato un volume dal titolo “I bambini ricordano” uscito 60 anni dopo la strage, con i volti e le testimonianze di chi allora era bambino.
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  • Bacio 2005 foto di Olivieto Toscani
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    Bacio – 2005

    Oliviero Toscani ricrea una favola, con una principessa moderna che bacia il rospo. Arriverà il principe?
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    Cacas – 1995

    Si può fare una brutta fotografia di una cosa bella e una bella fotografia di una cosa brutta: Oliviero Toscani fotografa dunque escrementi di decine e decine di animali e realizza un libro dal titolo evocativo “Non è tutto oro quello che luccica”.
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    Mano con riso – 1996

    Vedendo questa mano con una manciata di chicchi di riso ci poniamo una domanda: la sta porgendo? La sta semplicemente mostrando? Sta chiedendo aiuto? Il tratto distintivo delle foto di Oliviero Toscani è proprio quello di liberarsi da ogni morale. Le fotografie vanno guardate in silenzio e a differenza di un film, o di un telegiornale, ci costringono a costruire una nostra personalissima trama. Questo fa della fotografia il mezzo espressivo più potente.
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    Razza Umana

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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