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Oliviero Toscani Trittici Arte

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    Jasper Johns, 1973

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Jasper Johns nel suo studio a Bowery Street nel ’73. Jasper era particolarmente di buonumore quel giorno perché il figlio della sua cameriera correva come un matto e gli metteva allegria. Il servizio fotografico fu pubblicato su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Andy Warhol e la moda, 1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Andy Warhol nel suo studio fotografico di Canargie Hall a New York, a metà anni ’70. Era un servizio di moda, poi pubblicato su Vogue. Warhol si era vestito con una vestaglia da camera da borghese che non avrebbe mai indossato, era come un travestimento che lo divertiva molto. Quando, qualche tempo dopo, venne in Italia disse a Toscani che la gente per strada lo riconosceva perché lo aveva visto su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Robert Rauschenberg, 1973

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Rauschenberg nel suo studio a Lafayette Street nel ’73. Era una vecchia chiesa sconsacrata, e Toscani ricorda che era piena di gente rumorosa, assistenti di Robert, amici e cani. Il servizio fotografico fu pubblicato su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Andy Warhol, 1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Oliviero Toscani ha fotografato Andy Warhol nel suo studio fotografico di Canargie Hall a New York, a metà anni ’70. Era un servizio di moda, poi pubblicato su Vogue. Warhol si era vestito con abiti che non avrebbe mai indossato, era come un travestimento che lo divertiva molto. Quando, qualche tempo dopo, venne in Italia disse a Toscani che la gente per strada lo riconosceva perché lo aveva visto su Vogue.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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    Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Jasper Johns, 1973-1975

    Questo trittico è composto da tre fotografie non vendibili singolarmente. Ogni fotografia, firmata da Oliviero Toscani, è in formato 50x70.Riconosciamo tutti in Andy Warhol il padre della Pop Art, ma sono moltissimi gli artisti che negli anni ’60 e ’70 sono stati spesso ascritti a quel movimento, pur non aderendovi mai completamente. Tra i nomi più altisonanti troviamo certamente quelli di Robert Rauschenberg e Jasper Johns, grandi artisti che forse non hanno avuto la stessa notorietà di Warhol, ma che certamente hanno influenzato almeno quanto il genio di Pittsburgh le generazioni successive, ma anche l’intero sistema dell’arte. In realtà Rauschenberg e Johns hanno vissuto una sorta di simbiosi per i primi anni: si conoscono nel 1953 in una libreria dove Johns faceva il commesso e stringono un sodalizio fortissimo. Rauschenberg era di qualche anno più vecchio e conosceva l’ambiente artistico, Jasper Johns era forse più “ingenuo” e meno inserito. I due frequentano spesso la Cedar Street Tavern al Greenwich Village, il punto di ritrovo di molti artisti affermati come Willem de Kooning, Mark Rothko, Franz Kline o Jackson Pollock. Rauschenberg sa come farsi notare nella scena newyorchese e Johns gli sta dietro e assimila. Entrano nel giro giusto, conoscono il compositore Morton Feldman, il coreografo Merce Cunningham e soprattutto John Cage, fondatore del gruppo Fluxus, il movimento che raggruppa intorno a sé tutta l’avanguardia artistica. Rauschenberg convince Johns a lasciare il lavoro in libreria e di lavorare con lui all’allestimento delle vetrine di New York, professione che ha iniziato molti dei più grandi artisti contemporanei che conosciamo oggi. L’amico ha una tale influenza su di lui, che Jasper Johns distrugge tutti quadri realizzati fino a quel momento, perché sente di essere diventato un altro. Nel frattempo Andy Warhol aveva già iniziato a usare la serigrafia e creava la serie di Campbell's Soup, minestre in scatola che dagli scaffali dei supermercati trasformava in opere costosissime. Dopo crea le serie su Elvis, su Marilyn, sulla coca-cola. A colpire Warhol, sono quegli oggetti che abbattono il divario tra ricchi e poveri, perché una coca-cola se la può permettere chiunque e, per quanto sia enorme il potere d’acquisto di un milionario, la sua coca-cola non sarà più buona di quella di un altro. Il resto è storia. Possiamo dire che proprio insieme a Warhol, ma con una matrice che spinge verso il new-dada, Rauschenberg e Johns mettono a punto una rivoluzione, imponendo l’oggetto di uso comune come anima ed essenza dell’arte: le iconiche serie di Andy Warhol che tutti conosciamo, ma anche gli assembramenti di oggetti ritrovati (persino cassonetti della spazzatura), fotografie e pittura di Robert Rauschenberg, nonché i bersagli e le bandiere degli Stati Uniti di Jasper Johns, attraverso le quali non vuole imporre una visione politica, ma offrire un nuovo punto di vista: un oggetto diventa arte perché se fino a poco prima era stato visto da tutti, ora viene finalmente osservato. Oliviero Toscani negli ’70 frequenta naturalmente quell’ambiente a New York e non manca di immortalare questi tre personaggi chiave della storia dell’arte, senza i quali il corso di questa disciplina sarebbe stato diverso.L’ordine comprende 1 trittico composto da 3 foto 50x70cm. Per ordinare più trittici selezionare a destra.
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Oliviero Toscani Tutte le foto

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    Asino – 2005

    Oliviero Toscani è incaricato di realizzare un’azione di comunicazione sul tema dell’alta tecnologia. Propone così una mostra dal titolo HARDWARE+SOFTWARE. E chi rappresenta il massimo della morbidezza e al contempo il massimo della durezza? L’asino. Questa fotografia fa parte di quella mostra che ha girato l’Europa, dove sono state esposte decine di immagini di asini in scala 1:1.
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    Peter Sellers – 1976

    Era il periodo in cui Peter Sellers interpretava l’ispettore Clouseau nella fortunata serie di film inaugurata con La Pantera Rosa qualche anno prima. Questa fotografia è stata realizzata a Londra negli studi di Vogue UK, rivista che aveva commissionato il ritratto a Oliviero Toscani.
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    Bambina linguaccia – 1996

    Questa immagine fa parte di una serie di fotografie realizzate in India per un catalogo United Colors of Benetton. Gli occhi e l’allegria della bambina colpirono Oliviero Toscani, e questo ritratto è una delle sue foto preferite.
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    Mano con riso – 1996

    Vedendo questa mano con una manciata di chicchi di riso ci poniamo una domanda: la sta porgendo? La sta semplicemente mostrando? Sta chiedendo aiuto? Il tratto distintivo delle foto di Oliviero Toscani è proprio quello di liberarsi da ogni morale. Le fotografie vanno guardate in silenzio e a differenza di un film, o di un telegiornale, ci costringono a costruire una nostra personalissima trama. Questo fa della fotografia il mezzo espressivo più potente.
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  • Famiglia reale 2015 Oliviero Toscani
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    Famiglia Reale – 2015

    Per il marchio Roleski Oliviero Toscani supera i confini e fonda la Libera Real Repubblica di Roleski, che non ha leggi, ma ha un proprio inno che parla di democrazia, amore e libertà. Qui si può vedere un membro della “famiglia reale”, molto distante dal concetto di nobiltà che può venire in mente a tutti.
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    Contadina – 1977

    Oliviero Toscani è sempre stato affascinato da Mike Disfarmer, che per primo, a inizio '900, fotografò i contadini americani, su un fondo bianco, sfruttando la luce naturale proveniente da nord. Questa contadina di Casale Marittimo è fotografata da Toscani seguendo l’insegnamento di quello che considera uno dei suoi Maestri. È l’inizio di un percorso che porterà Toscani ad indagare la condizione umana attraverso i ritratti.
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    Bambino con mamma – 1980

    Oliviero Toscani ha collaborato per un lungo periodo con Prenatal. Questa è una delle fotografie più iconiche di quel marchio divenuto punto di riferimento per tutte le mamme del mondo.
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    Le Bambole – 1973

    In occasione del Salone del Mobile di Milano, Oliviero Toscani realizza per B&B la prima fotografia che rappresenta il Made in Italy, dove coniuga design e moda. Questa fotografia aprirà un nuovo linguaggio della comunicazione.
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    Lou Reed – 1974

    Oliviero Toscani frequenta i locali più all’avanguardia di New York, tra cui Max’s Kansas City, punto d'incontro storico per musicisti, poeti, artisti tra gli anni Sessanta e Settanta. Qui conosce Lou Reed, e gli fa una serie di ritratti.  Successivamente saranno utilizzati da RCA per la copertina del disco Lou Reed Live.
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    Donna con cappello – 1973

    Donna Jordan in una fotografia per Vogue, dove Oliviero Toscani ironicamente cita il clichè delle immagini di moda del passato, dove le modelle erano distanti, intoccabili e riservate ai potenti sceicchi.
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    Razza Umana – Bambino Antigua – 2011

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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    Modella con fiori – 2015

    Quando Oliviero Toscani si affaccia al mondo della moda questa era una ingessata, con modelle in pose plastiche e dall’aria solenne. Toscani invece sceglie di uscire da questi canoni, di fotografare le ragazze allegre e spensierate, nei loro comportamenti quotidiani. Le sue fotografie sono vive e allegre come mai si era visto prima, e scansano quell’aura di sacralità vetusta che i giornali di moda pubblicavano senza sosta.
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    Matrimonio – 2016

    Il matrimonio ormai è un’istituzione obsoleta per come è concepito, perché adesso può essere fatto in modo molto più fluido e, allora, Oliviero Toscani ti sposa! È sufficiente avere la foto delle proprie nozze per essere sposati e quindi Toscani può officiare matrimoni con chi volete.
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    Modella di primavera – 2014

    Questa fotografia fa parte di una serie nella quale Oliviero Toscani risponde attraverso un redazionale a una domanda che il mondo della moda si pone costantemente: quali sono le top model del futuro?
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  • Bacio 2005 foto di Olivieto Toscani
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    Bacio – 2005

    Oliviero Toscani ricrea una favola, con una principessa moderna che bacia il rospo. Arriverà il principe?
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    Priore – 1964

    Oliviero Toscani, mentre frequenta la Kunstgewerbeschule a Zurigo, realizza diversi progetti fotografici. Questa foto fa parte di un reportage sul tema della vocazione e ritrae il priore di Santa Maria delle Grazie a Milano.
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    Fiori – 2008

    Questa fotografia fa parte di un servizio di moda uomo per Vogue Giappone fatto con lo stilista Nicola Formichetti.
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    Centenario Inter – 2008

    Oliviero Toscani è stato per molti anni direttore artistico dell’Inter e nel 2008, in occasione del Centenario, decide di fare una sensazionale fotografia a San Siro, mettendo insieme la dirigenza, la squadra, le giovanili, i magazzinieri, lo staff e tutti i tifosi.
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    Foglie e petrolio – 1997

    Oliviero Toscani anticipò il tema dell’ambiente oggi tanto in voga, affogando alcune foglie nel petrolio. Questa fotografia, come molte altre, dimostra come Toscani usasse questa disciplina come monito per un futuro non troppo lontano, per questo il mezzo pubblicitario era il più consono, perché il più diffuso.
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    Razza Umana – Donna Namibia – 2013

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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    Cimitero di guerra – 1991

    Con questa fotografia Oliviero Toscani parla della morte e dell’assurdità della guerra senza far vedere una goccia di sangue. Siamo nel 1991, l’anno della prima guerra del Golfo.
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    Razza Umana

    Dal 2007 Oliviero Toscani ha dato vita al progetto ‘Razza Umana’, con il quale ha girato mezzo mondo ritraendo persone nelle piazze e nelle strade, mettendo in piedi uno studio itinerante. Forse è dalle parole di Achille Bonito Oliva che emerge forte il senso di questo grande progetto: “Nella ‘Razza Umana’, una galleria infinita di ritratti di varia e anonima umanità, la fotografia non è casuale e istantanea, non è il risultato di un raddoppiamento elementare, bensì di una messa in posa che complica e rende ambigua la realtà di cui parte. In definitiva la “razza umana” è frutto di un soggetto collettivo, lo studio di Oliviero Toscani inviato speciale nella realtà della omologazione e della globalizzazione. Con la sua ottica frontale ci consegna una infinita galleria di ritratti che confermano il ruolo dell’arte e della fotografia: rappresentare un valore che è quello della coesistenza delle differenze”. Questo è in sostanza uno studio socio-politico, culturale e antropologico. Toscani fotografa la morfologia degli esseri umani, per vedere come siamo fatti, che faccia abbiamo, per capire le differenze. Prende impronte somatiche e cattura i volti dell'umanità. Centinaia di set e decine di mostre sono state dedicate al progetto in molti Paesi del mondo.
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    The Pointer Sisters – 1975

    Era l’anno del terzo album di The Pointer Sisters, poco prima dell’abbandono di Bonnie per la carriera solista. Non erano affatto conosciute all’epoca, ma Oliviero Toscani vedeva in loro la forza multietnica con la quale la musica americana avrebbe rivoluzionato il mondo.
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  • Monica Bellucci foto di Oliviero Toscani
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    Bellucci – 1988

    Una delle prime fotografie con Monica Bellucci come modella, che fu portata da Oliviero Toscani a Parigi per il giornale Elle, e da lì iniziò la sua folgorante carriera.
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